XIV Reparto Mobile – RIPOSO SETTIMANALE: un ritorno a 40 anni fa

C O M U N I C A T O

 

  • COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Art. 36 3° comma

“ Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

  • SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE n.23/1982

“Come questa Corte ha più volte affermato, la consecutività delle ventiquattro ore é un elemento essenziale del riposo settimanale, in quanto consente di distinguerlo e di non sovrapporlo al riposo giornaliero e a quello annuale (sentt. n. 150 del 1967 e n. 102 del 1976). Affinché l'interruzione del lavoro una volta alla settimana sia effettiva, per consentire al dipendente il recupero delle energie fisiche e psichiche e per assicurargli un congruo periodo di tempo da destinare ad attività ricreative per sé e per la famiglia – che é lo scopo umano e sociale del precetto costituzionale – é necessario che il riposo settimanale non coincida nemmeno in parte con il riposo giornaliero, ma da questo rimanga ben distinto…”

  • SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE N. 101/1975

“ Certamente, come questa Corte ha già avuto occasione di dichiarare, l'art. 36, terzo comma, della Costituzione "riconosce al lavoratore un diritto soggettivo perfetto e irrinunciabile al riposo settimanale, e costituzionalmente lo garantisce" (sentenza n. 76 del 1962); ma é stato altresì precisato che col termine "riposo settimanale" il costituente intese esprimere sostanzialmente il concetto della periodicità del riposo, nel rapporto di un giorno su sei di lavoro, senza con ciò escludere la possibilità di discipline difformi in relazione alla diversa qualità e alla varietà di tipi del lavoro, sempreché si tratti di situazioni idonee a giustificare un regime eccezionale, con riguardo ad altri apprezzabili interessi, e comunque "non vengano superati i limiti di ragionevolezza sia rispetto alle esigenze particolari della specialità del lavoro, sia rispetto alla tutela degli interessi del lavoratore soprattutto per quanto riguarda la salute dello stesso……"

  • LEGGE 121/81 NUOVO ORDINAMENTO DELL’AMMINISTRAZIOEN DELL P.S. ART. 63

“…….Il personale di cui al primo comma e quello dell'Amministrazione civile dell'interno che presta servizio nell'Amministrazione della pubblica sicurezza hanno diritto ad un giorno di riposo settimanale. Ove per particolari esigenze di servizio il giorno di riposo non possa essere usufruito nell'arco della settimana, è recuperabile entro le quattro settimane successive…..”

  • LEGGE 241/90 ART. 3 (Motivazione del provvedimento)

“1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria.

2. La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.

4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere…….”

 

Non siamo professionisti del diritto ma gli esperti ci dicono: che queste si chiamano fonti del diritto gerarchicamente collegate; che il riposo settimanale è un diritto soggettivo indisponibile, volto al recupero delle energie psico-fisiche di qualsiasi lavoratore; che ha una durata di 24h coincidenti con un giorno completo; che normalmente deve essere fruito a cadenza periodica fissata in sette giorni; che qualsiasi provvedimento che incida sui diritti soggettivi deve essere ampiamente motivato e notificato all’interessato.

Al Reparto invece si sconoscono le sopracitate fonti, il Riposo Settimanale è un impiccio all’organizzazione dei servizi, la comunicazione avviene, se avviene, con modalità che ci limitiamo a definire spicce.

Non avendo nessuna intenzione di confutare le opinioni altrui in inconcludenti confronti dialettici, abbiamo dato mandato al nostro studio legale di approntare un parere circa la fattibilità di un percorso giurisdizionale che riconosca il danno esistenziale.

Per il resto due saranno le strade che intraprenderemo nei prossimi giorni. La prima quella di tutelare gratuitamente tutti i colleghi, davanti al TAR-Marche che hanno subito l’annullamento del riposo settimanale senza adeguata motivazione scritta. La seconda inoltrando formale protesta al Dipartimento, tramite la nostra segreteria nazionale, sulla negazione di un diritto costituzionalmente garantito.

Le modalità operative verranno spiegate nell’assemblea che si terrà nei prossimi giorni al Reparto riservata ai nostri iscritti.


Lascia un Commento

  

  

  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.