Viabilità

Volanti: La magistratura dà fiducia all’operato dei colleghi mentre l’Amministrazione tentenna e, di fatto, ne prende le distanze

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COMUNICATO

FATTO: sabato 22 u.s. verso le 19 due Volanti intervengono in Piazza Cavour per identificare un cittadino straniero a bordo di un autobus. Quest’ultimo reagiva in maniera aggressiva al tentativo di identificazione da parte dei colleghi. E’ seguita una colluttazione dove alla fine la persona è stata immobilizzata e tratta in arresto. Lo straniero era forte fisicamente e i 4 colleghi sono stati raggiunti da pugni e calci riportando lesioni guaribili in 10 gg. riscontrate dal Pronto Soccorso di Torrette. Lo straniero è stato condannato ad una pena superiore ai due anni poi patteggiata a un 1 anno e qualche mese. Condanna pesante come se ne vedono poche in casi analoghi, su cui ha influito le lesioni subite dai colleghi. Annotiamo nessuna telefonata per sincerarsi del loro stato di salute, in compenso lunedì scattano le visite fiscali per i quattro, in un clima “Brunettiano” di caccia al fannullone.

L’episodio merita una riflessione in tutte le sue sfaccettature.

La prima è quella operativa. Forse ognuno di noi dovrebbe annoverare nel suo percorso professionale, a prescindere dal ruolo, una esperienza sulle Volanti. Certamente questo faciliterebbe la comprensione della difficoltà di immobilizzare un energumeno, pregiudicato, che non ha niente da perdere, su di giri per l’assunzione di alcool, che tira calci e pugni con evidente competenza e naturalezza. Si comprenderebbe anche lo svantaggio che si ha quando la nostra unica opzione è quella di immobilizzare e non certamente quella di rispondere ai colpi che ci vengono tirati. Il tutto alle 19.00 di un sabato sera in un capolinea di Ancona centro, con una platea di cittadini attenta al nostro modo di agire.

La seconda riflessione attiene a quel brutto atteggiamento presente in molti di noi, ma che si evidenzia maggiormente in chi ricopre incarichi in cui si gestisce personale, per il quale si usa lo stesso metodo dietrologico riservato al mondo esterno. Allora ecco che le botte prese sono una esagerazione, che i giorni dati da un Pronto Soccorso sono troppi e tutte le questioni vengono affrontate in modo prevenuto, rispetto ad un modello mentale secondo il quale “bisogna fare, ma senza creare nessun tipo di problema”. Praticamente, per dirla in maniera poco elegante, si fa lo sbirro con lo sbirro anche sulle questioni di gestione degli sbirri.

La terza e ultima riflessione va al di là del fatto concreto e afferisce alle ripercussioni che certi messaggi hanno sul morale e sulle motivazioni del personale che ogni giorno opera sulla strada.

Il servizio di Volante è duro e difficile. Duro perché la turnazione in quinta è pesante dal punto di vista fisico e relazionale e, senza cambio generazionale, lo è ancor di più. Difficile perché si è chiamati a gestire una tale varietà di interventi, che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, la professionalità del collega viene messa sotto esame. A ciò si aggiunge la visibilità che tale servizio ha all’esterno con tutto ciò che questo significa in termini di pressione sul proprio operato.

Come è possibile operare quando oltre alle difficoltà esterne ci si deve difendere anche da quelle interne? Come si può essere creduti dalla Magistratura e contemporaneamente essere messi in discussione dalla nostra stessa Amministrazione?

Crediamo che la situazione meriti un’attenta riflessione.

Per quanto ci riguarda inizieremo un giro di assemblee con il personale delle Volanti per confrontarci e decidere le iniziative da intraprendere.

All’Amministrazione ci permettiamo di suggerire di fare uno sforzo per mettere in pratica, sul fronte interno, le parole che usa quando vende, sui mezzi di informazione e non solo su questi, i numerosi risultati del lavoro dei colleghi. Ciò gli permetterebbe di compiere un considerevole passo in avanti, sulla via della corretta, serena e funzionale gestione del personale.


  Articolo di stampa di mercoledì 26 gennaio 2011


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