Segreteria di Sezione XIV Reparto Mobile – Senigallia

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A volte ci sono fatti che spingono a ragionare su cose a cui non si è mai pensato. Non perché non siano importanti, ma semplicemente perché sono così basilari che non sembra utile farlo. Poi succede qualcosa che disorienta e all’improvviso si sente l’esigenza di fare ordine, mettere a fuoco, recuperare un equilibrio.

Al Reparto di Senigallia ultimamente c’è chi ha fatto un po’ di confusione su alcuni concetti/ruoli. E allora si comincia a pensare…

L’Amministrazione. Nel nostro gergo poliziese questa parola ha molteplici sfaccettature. Gli anziani parlano con nostalgia della mamma-amministrazione che ti accoglieva amorevolmente da ragazzino e ti cresceva senza sfarzi, ma non facendoti mancare davvero nulla. Altre volte la si usa per dare un nome all’apparato mastodontico che ci governa, perlopiù commentando scelte o disposizioni che facciamo fatica a comprendere. Ma nella realtà di tutti i giorni l’amministrazione è il Dirigente, ovvero una persona con i suoi pregi e i suoi difetti che gestisce la baracca.

Il Collega. E’ la figura che ci è più vicina; anzi… siamo noi!

Viene un po’ di emozione a pensare a chi eravamo al primo ingresso in una scuola di polizia e a quello che siamo diventati. Lungo questo percorso si stagliano una moltitudine di vite, di esperienze, di aneddoti e, perché no, di difficoltà. A volte, chiacchierando, si dice che siamo numeri, o meglio pezzi; ma, può sembrare scontato, siamo innanzitutto persone, con il rispettivo bagaglio di sentimenti, forze e debolezze. Nessuno è stato immune da momenti di euforia e di scoramento, da grandi soddisfazioni e cocenti delusioni. Soprattutto per gente che, come noi, subito all’inizio della propria carriera si è trovata lontano dalla realtà vissuta fino a quel momento per affrontarne una più complessa e assai diversa.

Il Sindacato. Sembrerebbe una figura superflua. La Polizia serve a tutelare la sicurezza dei cittadini; abbiamo chi la pianifica, abbiamo chi la esegue, il fine è perseguito. Invece no. Il Sindacato riveste il ruolo fondamentale di trattare, in posizione di parità, con l’Amministrazione le istanze dei poliziotti. Di aiutarli nel confronto, gerarchicamente impari, con la dirigenza. Di evitare che chi comanda ci possa muovere come pedine su una scacchiera senza la giusta considerazione delle situazioni personali.

Nel concreto è un “collega” che ci ascolta quando abbiamo un problema che da soli ci appare irrisolvibile, che cerca sempre di aiutarci, che sta al nostro fianco e non ci punta mai il dito contro ostentando una millantata superiorità morale. Altrimenti non potrebbe chiamarsi Sindacato.

In via delle Caserme a Senigallia è successa un cosa strana.

Da una parte l’attuale Dirigenza che, pur non venendo meno alle proprie responsabilità, ha sempre lasciato aperta la porta ai colleghi che in più occasioni hanno manifestato esigenze personali e non. Che si è mostrata aperta alle proposte per il miglioramento delle modalità di impiego operativo e di svolgimento del servizio in sede. Una Dirigenza addirittura promotrice di iniziative a salvaguardia del benessere psico-fisico del personale.

Dall’altra un Sindacato (se così si può definire chi non ha nemmeno i numeri per uno scopone…) che ha travisato questo atteggiamento di apertura valutandolo debole e superficiale. A tal punto da pensare di coprirne il vuoto arrogandosi funzioni amministrative e di controllo.

Come?

Qui viene il bello. Battendo i pugni sul tavolo del collega (!!!), richiamandolo alle proprie responsabilità, pungolandolo sulle proprie condotte, auspicandone l’aumento dei carichi di lavoro, indottrinandolo su giustizia e imparzialità.

In sostanza abbiamo avuto una gestione illuminata che ha creato in una O.S. una tale confusione da determinarla a colpire i colleghi. Non c’è poi da stupirsi se a un certo punto si sente l’esigenza di fermarsi un attimo e pensare…

Aldilà di questo breve excursus sulle ultime vicende, e forti della nostra convinzione sull’importanza dei ruoli/concetti, noi non consideriamo l’attuale Dirigenza né debole né superficiale. Se oggi al Reparto di Senigallia si respira un clima di serenità lo si deve a quella politica di confronto costruttivo di questa O.S., di altre e di questa Amministrazione.

Il Siulp si è fatto portavoce di tante problematiche rappresentate dai colleghi, sia personali, sia familiari, ed anche organizzative, che l’Amministrazione ha fatto proprie ed in molti casi condiviso e risolto. Ci sono stati anche momenti di scontro, ma sempre conclusi in maniera costruttiva e propositiva. Ci siamo confrontati su tanti temi e fatto in modo di ridurre al minimo quella rigidità gestionale che, in un Reparto come quello di Senigallia, avrebbe sicuramente portato ad un mal funzionamento dell’apparato burocratico/amministrativo e di conseguenza di quello operativo.

Chi sa ascoltare, TI SENTE anche quando non dici nulla!

Questo è quello che ha fatto e che farà il SIULP anche nei prossimi mesi, sempre nel rispetto dei ruoli ed a tutela dei colleghi.

Questo è quello che fa un Sindacato.


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