QUESTURA – Piano Natalizio Antirapina

Un aspetto organizzativo dal sapore teatrale, allestito in stile cabarettistico, tramutatosi in farsa

Circa 1000 POLIZIOTTI, 1000 CARABINIERI E 600 FINANZIERI più le altre forze di polizia, nonché l’esercito della Polizia locale sono gli uomini a disposizione dell’autorità provinciale di P.S. della provincia di Ancona per garantire l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

L’Autorità Provinciale e locale con giurisdizione su Ancona dispone approssimativamente, ma senza discostarsi molto dai numeri esatti di circa la metà di detti uomini (la Polizia di Stato circa 2/3).

Le professionalità degli uomini in campo non si discutono, i sistemi deputati ordinariamente al contrasto dei fenomeni a forte allarme sociale, Volanti, Squadra Mobile ecc. operano a pieno organico, eppure si è sentita la necessità di rafforzare il dispositivo di sicurezza con un piano straordinario (??) consistente in una pattuglia di 2 unità con orario 8/14, da espletarsi a rotazione tra tutte le divisioni-uffici della Questura.

Fin qui teatro e cabaret: si vuole burocraticamente affrontare un problema mettendo un po’ di fumo negli occhi nell’opinione pubblica.

La farsa ha inizio quando ad un sindacato gli viene dato incarico di formare la pattuglia, cercando tra i propri conoscenti. Ci asteniamo dal cavillare sui criteri di scelta, criticare l’operato di quel Sindacato non sta a noi, gli è stata data una possibilità e l’ha colta.

Il problema è di chi ha la responsabilità delle scelte, disponendo di un apparato per realizzarle. Noi avevamo dato il nostro contributo, sugli aspetti organizzativi, in maniera pubblica e chiara.

La creazione del 6 turno alle Volanti, con orario 8/14 e 14/20, sarebbe stato il perfetto punto di incontro tra le esigenze del personale in servizio di controllo del territorio – sganciarsi periodicamente dal turno in quinta senza per questo uscire dalle Volanti – e quelle dell’Amministrazione rispetto ai suoi fini istituzionali.

Strumento quello da noi proposto che avrebbe anche risolto sia il problema dei trasferimenti in entrata ad Ancona e della loro collocazione, che quello del turn-over ai servizi continuativi.

Ma oggi comprendiamo bene il perché quella proposta non è stata neanche presa in considerazione; non abbiamo bisogno neanche di attivare nessun pensiero dietrologico, vista l’evidente chiarezza: c’era tutto l’interesse a boicottarla in un intreccio di interessi personali, sindacali e di commistione di ruoli, con la benedizione di una consapevole indifferenza dell’Amministrazione.

Su questo campo oramai stiamo toccando il fondo e il segnale principale è che ognuno fa tutto meno che il proprio ruolo: il sindacalista che vuol fare l’Amministrazione e quest’ultima che recita su palcoscenici non consoni al suo compito istituzionale, che è quello di rispettare le regole e dare risposte.

Dopotutto ci si è messi in linea con il Capo della Polizia.

Si gioca a fare il Sindacalista denunciando quello che i Sindacati dicono da anni, dimenticandosi però che non si è pagati, lautamente, per fare denunce pubbliche, ma lo si è per risolvere direttamente o nei contesti istituzionali, i problemi che pretestuosamente si denunciano.

La mancanza di credibilità di certe scelte, porta necessariamente a cercare altri interlocutori, nella convinzione che questa goccia sia la responsabile della tracimazione.


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