QUESTURA-COMMISSARIATI – “REPERIBILITA’: Una vertenza che ha tentato di cancellare il ruolo del Sindacato, negando i diritti di chi si rappresenta”

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C O M U N I C A T O

La partita che si sta giocando all’interno della Questura sulla Reperibilità e gli istituti correlati va al di là degli stessi. In gioco è il ruolo del Sindacato. Abdicare su questo punto significa ridurre il Sindacato a semplice ratificatore di decisioni altrui, su istituti normativi che gli riconoscono la pari dignità con la controparte.

L’Amministrazione ha tutto l’interesse a minimizzare, circoscrivere, distogliere, confondere e qualche volta banalizzare il contendere, usando tutto l’armamentario di cui dispone.

Si va dai raffinati metodi, frutto dell’intelligenza e capacità di gestire conflitti del Dominus, alla rozza, semplicistica e arrogante arma del rapporto gerarchico che qualche civis in terza linea tenta di mettere in atto, perfino sul tavolo contrattuale.

Noi ci sentiamo di lanciare un monito ed un appello.

Il monito lo lanciamo all’Amministrazione, senza arroganza, ma con fermezza. Sul principio che anima gli istituti contrattuali non arretriamo di un passo e non vi sarà nessun bizantinismo che tenga. O si riconosce il ruolo del Sindacato e quindi dei colleghi che si rappresenta, o ci sentiremo liberi di percorrere tutte le strade che si riterranno più opportune per tutelarci.

Esclusi i pochissimi, ma tenaci e loquaci, colleghi affetti dalla sindrome dello zio Tom, pronti a difendere le loro rendite di posizione, lanciamo un appello alla stragrande maggioranza dei poliziotti in servizio presso la Questura di Ancona e Commissariati. Un appello a distogliere per un momento l’attenzione dal loro quotidiano, per riflettere sulla contrapposizione in atto con l’Amministrazione.

Il prossimo 3 novembre abbiamo l’incontro definitivo sulla reperibilità, se dovesse passare il principio che l’Amministrazione può fare quello che gli più aggrada, anche sugli istituti contrattuali, sarebbe la morte della funzione sindacale.

Questo l’Amministrazione lo sa bene; naturalmente non si comporta così perché è cattiva o buona, ma perché gli conviene.

Avere completamente mano libera sull’organizzazione del lavoro, significa rilegare le nostre conquiste, riposi settimanali, programmazione e turni di servizio, reperibilità, permessi e 30 anni di tutele, nel migliore dei casi agli umori del Dirigente di turno, nel peggiore, alle sue convenienze.

La delicatezza del momento e della questione ci responsabilizza a cercare, su questo punto, la totale convergenza di tutte le sigle sindacali, perlomeno di quelle che, ci sembra quasi tutte, abbiano compreso quale sia l’oggetto della disputa.


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