QUESTURA – CI PROVANO CONTINUAMENTE: Disconoscere la contrattazione significa meno tutele e più arbitrio

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F A T T O
Recentemente il Questore inviava a tutti i Sindacati una informazione nella quale:
”…….acquisita la volontarietà dei dipendenti, il servizio di poliziotto di Quartiere verrà espletato, qualora sia programmato nella fascia oraria 14/20, con turno 18/24”
Il SIULP è stato l’unico Sindacato che ha chiesto l’esame congiunto sulla questione, che altrimenti sarebbe diventata operativa il giorno 6 agosto. Pur ribadendo la nostra volontà a contrattare tale turno abbiamo posto due ordini di questioni. Nella prima abbiamo sottolineato che l’introduzione di orari in deroga è materia riservata in via esclusiva al tavolo contrattuale, precisando inoltre l’obbligo della convocazione, ex art7.6 ANQ, qualora si intendesse introdurre tali orari atipici.
Nella seconda abbiamo evidenziato le contraddizioni nelle questioni di merito. Infatti crediamo che la volontarietà tra soggetti legati da rapporti gerarchici è effimera e ingannevole e che il tramutare tutti i 14/20 in 18/24 non rappresenti la volontà dei colleghi. In tale contesto abbiamo proposto di contrattualizzare la volontarietà invertendo i fattori. L’Amministrazione chiede formalmente al dipendente e il dipendente può aderire o meno.
L’Amministrazione ha preso atto e ha fissato un nuovo incontro per venerdì 10 alle ore 10.00. Il SIULP dopo una riunione di Segreteria convocata subito dopo l’incontro, ha deciso di non partecipare comunicandolo per iscritto, in quanto ritiene necessario un chiarimento sulle questioni formali, dopodiché per noi si potrebbe chiudere la trattativa in pochi minuti introducendo il concetto di volontarietà istituzionalizzata, sul tipo dell’istituto dello straordinario programmato.

Ad una lettura superficiale, la questione potrebbe sembrare di poco importanza o addirittura pretestuosa, dopotutto perché fare tante storie se il collega è volontario? Quello che in termini eleganti viene chiamato gentlemen's agreement è molto spesso un fallimento tra soggetti di pari dignità istituzionale, figurarsi tra soggetti legati da un rapporto gerarchico che ne sbilancia i rapporti di forza. Una volta introdotto il turno chi sarà garante della volontarietà (che significa libera scelta) del collega?

La vera tutela, il collega la trova nella contrattazione, perché da sempre le regole tutelano i deboli e per questo sono sempre state invise dai forti.

Ecco perché per noi la questione va invertita: istituzionalizziamo la volontarietà, sulla falsariga dello straordinario programmato, e verifichiamo le reali intenzioni dell’Amministrazione.

Sul mancato rispetto degli istituti contrattuali l’Amministrazione ci ha propinato una giustificazione che esclude qualsiasi volontà di ledere le prerogative sindacali. Eppure sul fatto che siano state lese non vi sono dubbi, tutti gli altri sindacati presenti lo hanno rilevato (Alleluia!), e la stessa Amministrazione lo ha ammesso, convocando nel rispetto della norma, una nuovo incontro.

Allora anche qui vogliamo fare un piccolo ragionamento. Diamo la buona fede, ma sapendo quanto i vertici della nostra Amministrazione siano allenati nel comprendere, all’interno dei rapporti formali interni ed esterni, le invasioni di campo altrui, ci sentiamo di escludere anche l’ignoranza delle norme.

Escludendo queste due cause rimane solamente la sottovalutazione dei rapporti sindacali e la loro collocazione ai piani inferiori nella scala dei valori di molti dirigenti.

Sta a noi ricordare loro che il rispetto dei diritti dei colleghi passa attraverso il rispetto delle relazioni sindacali, non difendere questo non si assolverebbe al mandato datoci dai colleghi e ci si priverebbe di uno dei pochi strumenti per tutelarli.


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