Pensione contributiva: aggiornamento coefficienti di trasformazione

(Decreto 15 maggio 2012; pubblicato in Gazzetta Ufficiale 24/5/2012, nr.120)

 

Coeff.Trasf.

L.335/95

Coeff.Trasf.

L.247/07

Diff.rend.%

Coeff.Trsf.

D.L.201/11 D.15/5/2012

(2013-2015)

Diff.rend.%

ETA’ RIFERIMENTO

4.720

4.419

-6.4

4.304

-2.60

57

4.860

4.538

-6.6

4.416

-2.68

58

5.006

4.664

-6.8

4.535

-2.84

59

5.163

4.798

-7.1

4.661

-2.85

60

5.334

4.940

-7.4

4.796

-2.91

61

5.514

5.093

-7.6

4.940

-3.00

62

5.706

5.257

-7.8

5.094

-3.07

63

5.911

5.430

-8.1

5.259

-3.14

64

6.136

5.620

-8.4

5.435

-3.38

65

 

 

 

 

+3.40

66

 

 

 

 

+7.10

67

 

 

 

 

+11.24

68

 

 

 

 

+15.00

69

 

 

 

 

+20.00

70

  1. I coefficienti di trasformazione riportati interessano chi, nel sistema previdenziale, è collocato nel cd. “contributivo puro” (inizio attività lavorativa dopo 1/1/1996) ovvero nel cd. “contributivo parziale” (inizio attività lavorativa antecedente al 1/1/1996 ma che non può vantare un’anzianità contributiva maggiore di 18 anni al 31/12/1995).
  2. Come è evidente, la porzione di pensione calcolata con il sistema “contributivo” subirà un’ulteriore contrazione (dopo quella prevista dalla L.247) per coloro che andranno in quiescenza nel biennio 2013-2015.
  3. Dalla Riforma 335/95, la riduzione percentuale del coefficiente di trasformazione subirà un contrazione del 8.81% per l’ipotesi d’uscita anticipata a 42 anni e tre mesi a prescindere dall’età anagrafica; del 9.40% per l’ipotesi d’uscita anticipata a 59 anni di età anagrafica e 36 anni di contribuzione (quota 96)? e del 9.72% per l’ipotesi d’uscita per “vecchiaia” (p.3 che tiene conto della proposta governativa Monti/Fornero di armonizzazione previdenziale, art.24 D.L.201).
  4. Dal 2016 i coefficienti di trasformazione riportati saranno oggetto di una probabile ulteriore contrazione determinata anche dalla modificata aspettativa di vita. 

 

CALCOLO PER SISTEMA CONTRIBUTO IN PILLOLE

Il Montante contributivo si ottiene moltiplicando la retribuzione annua per l’aliquota di computo del 33%. La sommatoria dei contributi così calcolata viene ricapitalizzata su base annuale considerando come tasso la “variazione media quinquennale del P.I.L./ISTAT” (il rallentamento economico in essere non aiuta l’incremento dell’ipotetico assegno del periodo e ciò è un ulteriore elemento di sofferenza). La determinazione del corrispettivo previdenziale discende dalla moltiplicazione del montante contributivo individuale finale per il coefficiente di trasformazione relativo all’età pensionabile.
 

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