“OPERAZIONE BIS” – La doppia penalizzazione dei poliziotti della Questura di Ancona

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Oltre a vivere come tutta la categoria le difficoltà nazionali, sono oggetto, a livello locale, di una pessima gestione del personale che mina anche la funzionalità di tutto l’apparato.

Volante_AN_150Oggi i poliziotti in forza alla Questura di Ancona e nei quattro Commissariati della provincia vivono una doppia difficoltà: una che deriva dalle problematiche nazionali, (tetto salariale, mancato rinnovo contrattuale, etc…) e l’altra che nasce dalla caduta libera imboccata dai vertici della Questura nella gestione del personale in particolare, ma più in generale di tutte le questioni attinenti la funzionalità dell’apparato.

Sembra oramai che la nave abbia rotto gli ormeggi e stia andando alla deriva.

La misura è colma: o qualcuno riprende in mano la conduzione della nave in attesa del nuovo timoniere o l’unica via percorribile rimane sollecitare un cambio di equipaggio, prima che la nave sbatta sugli scogli ed affondi.

TRASFERIMENTI: si oscilla dal fai-da-te al trasferimento kleenex.

Vi sono uffici in cui il personale viene spostato, per non dire epurato, con il ritmo di un vestito al giorno; e vi sono Dirigenti che firmano trasferimenti, indirizzando l’atto formale al Questore “per conoscenza”.

La domanda sorge spontanea: “è il Questore che decide gli spostamenti o qualcun’altro per lui?”. Ci chiediamo: siamo in presenza di un’invasione di campo o il campo viene lasciato libero volontariamente?

La situazione trasferimenti alla Squadra Mobile ha dell’incredibile:

  • investigatori di comprovata professionalità messi alla gogna attraverso aggregazioni che sembrano generate da gesti di stizza più che da motivazioni oggettive o esigenze organizzative;
  • lo stesso trattamento viene riservato a chi, scelto dal Capo della Polizia e considerato dai nostri vertici nazionali capace di rappresentare la Polizia Italiana in nazioni difficili dal punto di vista criminale opera in missioni internazionali, ma che, per i nostri vertici locali rappresenta un inutile peso da rimbalzare da un ufficio all’altro, calpestandone continuamente dignità e storia professionale.

Che dire poi della mortificazione delle professionalità interne alla Questura, con trasferimenti ” annunciati “, in posti delicati ed ambiti come la Digos, attingendo a professionalità esterne. Non contestiamo il collega con indubbia esperienza e professionalità, ma il metodo usato per il trasferimento. Sarebbe stato opportuno che almeno un funzionario si fosse preso la briga di giustificare le scelte fatte che vanno a discapito di chi è in lista di attesa per quel posto da anni.

Per quanto riguarda le Volanti: se i prossimi trasferimenti confermeranno le prime indiscrezioni, saremo di fronte alla rottura di quel patto tra gentiluomini, impegno più volte rimarcato, che dalle Volanti sarebbero usciti i più “anziani”, per dare loro il giusto turn-over in uno dei servizi più usuranti della Polizia. Se questo non dovesse avvenire ancora una volta gli uomini e donne di questo Ufficio verrebbero mortificati.

COMMISSARIATI: non un’idea, un progetto, un’attenzione reale alle problematiche che essi vivono. Il turno in quinta va garantito e per tutto l’altro “chi vuole Dio se lo preghi”. E’ questo il motto imposto, è questo il nodo della questione.

Gli effetti che l’attuale gestione riverbera sul fronte operativo, meriterebbero un momento di approfondimento nelle opportune sedi. In questa sede le elenchiamo: le questioni relative all’Ufficio Stranieri, il C.A.R.A. e alla Divisione Anticrimine; la mancanza di una strategia di contrasto verso fenomeni sociali quali la prostituzione; il potenziamento delle unità investigative di contrasto e analisi alla criminalità organizzata e al terrorismo internazionale e così potremmo continuare con un lungo elenco dettagliato su quelle che noi e soprattutto i colleghi ritengono lacune da colmare. Se si potesse usare un termometro che misurasse il grado di soddisfazione dei colleghi della Questura e dei Commissariati, rispetto ai tre ruoli chiave della gestione della Questura, Questore, Vicario e Capo di Gabinetto, siamo convinti che l’indicatore scenderebbe sotto il livello di guardia. E se questo può suonare normale, per quella naturale avversione per chi governa qualsiasi organizzazione, alla Questura di Ancona diventerebbe anomalo perché il giudizio negativo non è legato al fare, ma al non fare.

Dopo le assemblee che si terranno nei prossimi giorni e se il timoniere non riprenderà la nave con autorità, la Segreteria metterà sul piatto del confronto con i colleghi anche una possibile manifestazione di protesta davanti alla Questura di Ancona, contro l’attuale gestione del personale.


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La doppia penalizzazione dei poliziotti della Questura di Ancona
Titolo: “OPERAZIONE BIS”
Descrizione: La doppia penalizzazione dei poliziotti della Questura di Ancona
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