L’U.O.P.I. che vogliamo …(parte seconda)

La Questura di Ancona sembrerebbe già mettere in pratica quella riallocazione funzionale che vorrebbe il Dipartimento per le squadre U.O.P.I. ossia impiegarle prevalentemente sul versante dell’ordine e della sicurezza pubblica e solo in caso residuale per fronteggiare attacchi terroristici.

Nei fatti, tale circolare non è ancora effettiva, però l’impiego allo stadio per l’incontro di calcio dell’Ancona di venerdì sera ed il servizio del 2 giugno, senza ordinanza né foglio di servizio ordinario, sembrerebbero atti formali che tendono ad avallare tale assunto ed a snaturare l’impiego dell’U.O.P.I., rendendolo un servizio “tanto per esserci”.

C’è stato sicuramente qualcosa che non è andato nell’organizzazione dei servizi, non ci interessa entrare nel merito ed individuare il colpevole, ma dobbiamo cercare di limitare o, se possibile, eliminare tali “disagi” perché vanno a colpire sempre i colleghi.

Non aggiungiamo altro perché siamo certi che l’Amministrazione sia ben a conoscenza di quello che sono i dettami operativi ed il tipo di impiego di tali operatori… tant’è che essi non sono dotati del materiale per ordine pubblico (casco e manganello) perché equipaggiati per fronteggiare un altro tipo di evenienza.

Il Siulp ribadisce che l’U.O.P.I., fino a nuove disposizioni ministeriali, deve essere gestita per come è nata ed i propri operatori valorizzati come meritano.


Allegati:

L’U.O.P.I. che vogliamo …(parte seconda)
Titolo: L’U.O.P.I. che vogliamo …(parte seconda)
Descrizione: COMUNICATO