L’intervista alla Segreteria Provinciale SIULP Ancona: «L’attuale situazione in Questura»

D. E’ chiaro che in Questura vi è un forte scontro sindacale tra Voi e il SAP. Non pensate che questo possa danneggiare la vivibilità della Questura e la tutela dei colleghi in generale?

R. Il rischio c’è. E’ innegabile. La non unità sindacale sulle problematiche da affrontare è quasi sempre un regalo alla controparte. E’ vero anche che quando lo scontro è in atto, sottrarsi ad esso diventa difficile. Comunque uno sforzo va fatto, per questo, pur rispondendo agli attacchi, teniamo sempre bene in mente il nostro obiettivo principale che è la difesa della categoria e i diritti dei colleghi.

 

D. Bene, partiamo quindi dalle recenti cose concrete. La questione delle scorte e dei relativi orari è una vicenda che ha tenuto banco in Questura. E’ stato un elemento di divisione molto forte, con diverse prese di posizioni, assemblee con i colleghi e con degli strascichi che perdurano ancora oggi.

R. La questione è molto semplice e va ricondotta ai fatti, così come abbiamo esaurientemente spiegato nel nostro ultimo comunicato. Tutto parte da un pessimo show di cui è stato vittima un collega della Digos, con offese e minacce verbali da parte di una personalità sotto scorta, di fronte ad altri colleghi. Questa per Noi era la priorità su cui basare la Nostra azione sindacale a tutela del lavoro di tutti i colleghi della Polizia di Stato. Ci dispiace che sia l’Amministrazione, gli altri sindacati e purtroppo anche qualche collega non abbia colto o voluto cogliere la gravità del problema e la necessità di fare quadrato a difesa della professionalità del singolo e di tutta la Questura, che veniva messa in discussione.

 

D. Però la questione dei turni delle scorte non era una questione importante?

R. Sicuramente lo era, ma era un’altra cosa rispetto alla questione della tutela del collega. Quando si prendono decisioni ci possono essere valutazioni errate. Ci siamo incontrati con i nostri iscritti, ci abbiamo messo la faccia, abbiamo fatto tesoro dei nostri errori sul metodo e abbiamo messo in atto tutte le procedure per annullare l’accordo. Sul fatto ha giocato anche l’attuale situazione dei vertici della Questura.

 

D. In che senso la situazione dei vertici della Questura?

R. Attualmente è chiaro che la Questura di Ancona soffre di uno scollamento dei suoi vertici; stiamo prendendo atto che ci sono diversi centri di potere che agiscono su alcuni argomenti in maniera autonoma; dando l’impressione che ognuno giochi una sua partita, utilizzando tutte le situazioni per mettere in difficoltà l’unicità di indirizzo che una organizzazione come la nostra dovrebbe avere.

 

D. Qualche nominativo?

R. L’abbiamo scritto in un recente comunicato, citando anche alcune situazioni, che fungono da cartine tornasole.

 

D. Qualche riferimento in merito?

R. Uno tra i vari esempi eclatanti.

Ci siamo assunti la responsabilità di contrattare l’orario 8-20 per i servizi di scorta e tutela ad una personalità pensando che portasse benefici ai colleghi. Dopo più di un mese dall’introduzione, abbiamo verificato, tramite un’assemblea partecipata, che così non era ed in data 16 novembre u.s. abbiamo richiesto formalmente la modifica degli accordi, anche prima della scadenza naturale del 31 dicembre 2018. L’amministrazione riapre il tavolo contrattuale su richiesta del Siulp ma fa uno “sbaglio” riconvocando, oltre a tutti i Sindacati firmatari dell’accordo come prevede la normativa, anche il Sap, non firmatario, che non doveva essere convocato. La normativa è chiara altrimenti faremo tutti come i nostri colleghi sindacalisti che stando alla finestra, criticano. Quello che ci “stupisce” è che la norma non sia conosciuta dall’amministrazione!

Potremmo parlare anche dell’assegnazione di un’autovettura di servizio nei servizi fuori sede ma chi vuole può approfondire la questione rileggendo il relativo comunicato.

 

D. E’ uscito recentemente un comunicato del SAP in cui si rinfaccia anche a Voi di aver tentato di trasformarvi in partito politico, citando la questione dell’ex segretario generale Cosi.

R. La questione è molto semplice, noi abbiamo una norma statutaria che tutela sia l’autonomia dell’organizzazione che la libertà dei singoli di candidarsi con chi vogliono.

“Ogni quadro sindacale, sia esso segretario nazionale, regionale e provinciale che si candidi a qualsiasi elezione politica, decade automaticamente da qualsiasi carica e rimane un semplice iscritto, indifferentemente se viene eletto o meno.”

E’ facile comprendere che così si tutela la vera autonomia di un sindacato. Il SAP, come altri sindacati, non ha questa norma, quindi il suo segretario potrebbe fare campagna elettorale per un partito e se eletto potrebbe rimanere in carica, anche se il pudore fa utilizzare la foglia di fico del segretario aggiunto.

L’esempio citato dal collega è completamente fuori luogo, anzi avvalora ancor di più la nostra tesi che il partito è una cosa e il sindacato un’altra e noi riusciamo ad applicarla sempre.

 

D. Chiarissimo. L’altra cosa che il SAP rivendica, visto che in qualche maniera avete messo in discussione l’operato dell’ex segretario generale Saltamartini in qualità di Senatore della Repubblica.

R. Grande persona; ricordiamo con affetto le sue parole pronunciate al congresso del Siulp di qualche anno fa, dove portando i saluti della sua organizzazione disse: ” è innegabile che se non fossi stato del SAP, sarei stato certamente un iscritto SIULP”. La persona non è in discussione, ma è innegabile che in lui quel conflitto tra essere espressione di un partito e anche rappresentante del Sindacato è esploso nell’approvazione della legge che introdusse il blocco del tetto salariale (blocco assegno di funzione, avanzamenti e stipendio). Non ricordiamo nessun mal di pancia pubblico nel farlo. Fatto non certo mitigato dall’aver approvato come membro della maggioranza di quel Governo, della c.d. specificità che per chi conosce nello specifico la legge e gli effetti pratici che ha avuto sino ad oggi, la rilega ad un semplice pannicello di acqua calda sui polsi a fronte di una polmonite. Anzi, per chi frequenta il diritto Amministrativo, ha portato solamente danni. Basta leggere qualsiasi forum di avvocati che trattano la difesa dei diritti nel Comparto Sicurezza.

 

D. Sempre nel recente comunicato il SAP rivendica che il contratto di Governo ha recepito tutte le rivendicazioni del SAP, legittimando di fatto la sua trasformazione da Sindacato a partito di Governo.

R. L’anello al naso potremmo anche mettercelo, ma se avverrà, sarà solamente per seguire una moda, non come status di un intorpidimento mentale. Noi ragioniamo sui fatti e questi si chiamano Legge di Stabilità. Il Sindacato fa contratti e con questo porta a casa diritti, tutele e aumenti economici. L’attuale legge di bilancio che dovrebbe prevedere il rinnovo contrattuale 2019-2021 prevede solamente un aumento di circa 16 euro pro-capite. Legge che deve essere ancora approvata e dopo i cambi chiesti dall’Europa dovrà essere modificata e non crediamo in meglio. Dire che si sono raggiunti gli obiettivi sbandierati in campagna elettorale dal SAP va oltre l’ottimismo; è pura e semplice fantasia. Comunque su questo, non siamo ne a favore ne contro questo Governo, perché la nostra autonomia è reale e non fittizia, faremo le valutazioni politiche più opportune per gli interessi della categoria, e non per gli interessi del partito di appartenenza.

 

D. Sul riordino, però il SAP ha ottenuto di apportare le modifiche a distanza di un solo anno dalla sua approvazione?

R. Molte volte è difficile comprendere se ci fanno o ci sono. Diamo per scontato che qualche norma gli è sfuggita, qualche passaggio è stato un po’ più complesso del solito, la materia è ostica anche per gli addetti ai lavori visti i molti tecnicismi, forse l’attenzione è venuta meno però fare certe affermazioni diventa imbarazzante per il ruolo che si ricopre. Una cosa è certa quello che faceva comodo è stato compreso benissimo, infatti alcuni quadri SAP sono tornati dal distacco sindacale per rientrare in servizio e partecipare ai concorsi previsti da questo riordino, forse non tutto era una schifezza. Ritornando ai correttivi questi erano previsti nella legge di riordino, cioè era previsto lo strumento di rivedere alcune parti della legge dopo una sperimentazione pratica. Su questi temi abbiamo recitato un ruolo da protagonista. Quindi nessuna conquista, nessun nuovo pianeta scoperto. In merito al riordino vi è una certezza, e lo dicono i numeri basta andare a controllarli; gli stanziamenti hanno superato il miliardo sia per il riordino, contratto e stabilizzazione degli 80 euro. Sono soldi che ci ritroviamo in busta paga, che ci ritroveremo in pensione e liquidazione e, le nuove generazioni vedranno gli effetti positivi nella progressione di carriera.

 

D. Ma sarà possibile vedere il SIULP e il SAP di Ancona cooperare in un futuro, cercando convergenze su singoli temi d’interesse per la categoria?

R. Noi ce lo auguriamo. Crediamo che sarà difficile con l’attuale quadro dirigente del SAP. Sarà difficile perché oltre a delle difficoltà soggettive che comunque potrebbero essere superate con le buone volontà da entrambe le parti, vi è una barriera oggettiva. Noi facciamo Sindacato a tutela della categoria, il SAP oramai è un partito politico a tutti gli effetti e a tutti i livelli.

Ci auguriamo che con le elezioni Amministrative in qualche comune della provincia di Ancona, della prossima primavera, le condizioni possano cambiare.


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