“Le funzioni del Capo di Gabinetto”

Parlare della figura del Capo di Gabinetto nell’organizzazione della Polizia di Stato, significa analizzare un ruolo strategico per la funzionalità di qualsiasi Questura.

Percentualizzare la funzionalità di una Questura rispetto all’esercizio di tale funzione, significa che essa incide almeno al 70% sul buon andamento ed efficienza sia dal punto di vista esterno che dell’organizzazione interna.

Certamente è un Ufficio, per dirlo con una espressione gergale, dove non si può pettinare le bambole neanche per un minuto, anche perché, paradossalmente, una Questura si potrebbe permettere anche un Questore e/o Vicario sottotono, ma certamente non si potrebbe permettere, senza pagare un caro prezzo, un Capo di Gabinetto virtualmente assente o part-time.

Lasciando da parte approfondimenti sulle origini etimologiche della parola, che comunque sono significative rispetto all’importanza della funzione (nel significato originario del termine – dal francese cabinet è un piccolo locale adibito ad uso personale, alla stregua di un ufficio, solitamente utilizzato dai Sovrani per colloqui riservati o per il ricevimento di ospiti. Da questo significato originario sono derivati i due significati estensivi oggi utilizzati nel diritto e nella politica: collegio di ministri e ufficio di staff), le funzioni del Capo di Gabinetto sono riportate nel Decreto Ministeriale del marzo 1989, che così recita:

All’Ufficio di Gabinetto competono: Ordine e Sicurezza Pubblica – pianificazione dei servizi; Prevenzione generale e Soccorso Pubblico; Affari generali, segreteria di sicurezza, organizzazione degli uffici, rapporti sindacali, pubbliche relazioni; servizi tecnico-logistici. Nel suo ambito opera l’Ufficio provinciale per la gestione automatizzata delle informazioni di polizia, secondo le direttive tecnico-funzionali emanate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Inoltre il Capo di Gabinetto è ufficio di staff, poiché si pone in diretta collaborazione con il titolare della Questura e lo assiste nell'esercizio delle funzioni sue proprie, troppo articolate e complesse per essere esercitate senza assistenza di alto livello.

Se si tramutano tali concetti nell’attività quotidiana della funzione di Capo di Gabinetto si comprenderà appieno la centralità di tale ruolo nel funzionamento di una Questura; segue un piccolo elenco non esaustivo:

Legge le leggi e le circolari riguardanti al nostra attività e/o emanate dal nostro Ministero, (il 100% di quelle che arrivano in Questura) dando le opportune indicazione (su l’80% delle stesse) agli uffici competenti;
Salvo le questioni prettamente operative di Polizia Giudiziaria, tutta l’attività di Polizia dovrebbe passare tra le sue mani;
Cura i rapporti con la Stampa e a lui fanno capo tutti i rapporti con l’utenza/cittadinanza;
E’ il responsabile dei rapporti sindacali, in tutta la loro ampiezza. Incontri formali. Rapporti con le diverse OO.SS. e tutta la quotidianità che tali tipi di relazione comportano.
Organizzazione degli Uffici – è tale l’ampiezza e l’importanza di tale settore che un elenco di implicazione pratiche prenderebbe diverse pagine;
Nelle Questure di seconda fascia è l’incarico di livello dirigenziale a cui fanno capo il Controllo del Territorio, la DIGOS e l’Ufficio Tecnico Logistico presieduti da Direttivi.

Concludendo possiamo brevemente dire che salvo le intercettazioni telefoniche e gli atti di P.G., tutto dovrebbe passare nelle sue mani e tutto dovrebbe essere gestito dal Capo di Gabinetto.

Ci auguriamo che questo excursus serva da stimolo, da strumento di analisi o semplicemente per riflettere su quello che dovrebbe essere rispetto a quello che forse non è.

Come Sindacato ci basterebbe che la funzione di Capo di Gabinetto venisse esercitata anche solo per 10% di quella descritta che ci potremmo ritenere sulla buona strada.


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