La difesa della dignità professionale e umana di un collega è la nostra priorità

In merito alla recente vicenda delle scorte e alla nostra campagna “#SiamoTuttiVenditoriDiNociDiCocco” avvertiamo l’esigenza di fare alcune precisazioni.

La questione va scissa dai turni contrattati. Su questo abbiamo fatto le opportune considerazioni con i nostri iscritti, abbiamo compreso alcuni errori di metodo, avendo attuato, di conseguenza, tutte le procedure per rivedere tale turnazione.

Sarebbe un grave errore o una evidente strumentalizzazione, mettere questo, nello stesso calderone con la questione delle offese e minacce verbali ricevute dal collega e lo show che tutta la Questura ha subito.

Avremmo preso posizione per qualsiasi collega, iscritto o meno, che si fosse trovato nella stessa condizione; lo dice la nostra storia e lo dicono le nostre battaglie all’interno della Questura di Ancona e della Digos in particolare, dove, guarda caso, sempre i soliti noti vivevano di rendita e sulla barricata opposta.

Sulla questione che altre organizzazioni strumentalizzano, confondendo volutamente due argomenti che nulla hanno in comune, c’è poco da aggiungere; con la tramutazione in partito politico ben poco è rimasto di Sindacato in loro, come strumento per difendere la dignità della categoria e dei colleghi, al netto di stanchi e logori slogan e speculazioni elettorali del capo di turno.

Abbiamo forti dubbi che tutto il mondo della sicurezza rida per il fatto che la scorta non sia più in carico della Questura di Ancona; abbiamo supplito a latitanze istituzionali e svolto il nostro compito principale: difendere la dignità professionale e umana di un collega.

Di contro siamo sicuri che ci saranno uno o due colleghi che tenderanno al pianto, anche se non per nobili ideali, ma questo, pur essendo un evento comprensibile, non lo riteniamo un valore da tutelare o, peggio, merce di scambio.

Per concludere, chi non è alimentato da interessi particolari e analizzi i fatti con un minimo di raziocinio e onestà intellettuale, non può che rallegrarsi che nel silenzio di tutti vi è un Sindacato che, per difendere la dignità professionale e umana di un collega, non fa sconti a nessuno, né sul fronte interno né su quello esterno.