Incontro con ispettori ministeriali

C O M U N I C A T O

In questi giorni è in atto un’ispezione di routine alla Questura di Ancona. Il Collegio ispettivo ha dato la propria disponibilità ad incontrare le OO.SS. interessate.

Vi è una scuola di pensiero nel mondo sindacale che ritiene la partecipazione a questi incontri del tutto inutile, in quanto riconducibili a momenti liturgici svuotati di ogni significato sostanziale e di nessuna utilità pratica.

Per rispetto delle persone, della loro funzione e forti della convinzione che ogni momento di confronto con l’Amministrazione possa essere utile, non abbiamo fatto mancare la nostra presenza, all’incontro svoltosi in data odierna.

La premessa del Capo Delegazione che ci invitava a non parlare della mancanza di uomini e risorse economiche, è stata una di quelle da abortire qualsiasi confronto sul nascere. E’ come se si volesse discutere o anche solo illustrare problemi matematici senza adoperare gli strumenti messi a disposizione dall‘algebra, dall’aritmetica, dall’analisi, dalla geometria e dalla trigonometria.

Cercando di muoverci all’interno della strettoia tracciata, abbiamo detto che la Questura è piena di problemi, ma riteniamo opportuno segnalarli e affrontarli con il nostro naturale referente territoriale.

Pur nello scarno confronto, annotiamo uno spunto di riflessione utile per comprendere le dinamiche ministeriali nei confronti della Questura di Ancona e tarare le strategie sindacali a livello locale.

Si è detto che la Questura di Ancona, tenuto conto degli indici relativi alla criminalità, del numero del personale della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile in forza alla Questura e ai 4 commissariati, della tenuta del tessuto sociale marchigiano, è un’oasi felice.

Per un attimo vogliamo seguire e condividere la logica di un siffatto ragionamento; se abbiamo uomini, condizioni sociali ideali, assenza di emergenze, strumenti sufficienti, perché allora vi sono problematiche?

Applicando un criterio strettamente logico le risposte a questa domanda sono solamente due:

  • i problemi sono ingigantiti dai colleghi e quindi non esistono;
  • chi doveva gestire tanta abbondanza, riferendoci alla classe dirigente succedutasi nel tempo alla direzione della Questura di Ancona, non ha saputo trarre il massimo profitto da una condizione ideale.

Chiudiamo con una nota curiosa. Ci era stato detto di non andare troppo nel merito delle questioni perché l’incontro non aveva natura negoziale, ci siamo tenuti sul generale e ci è stato detto che eravamo troppo generici.

Presi da un nostro momento confusionale, abbiamo voluto limitarci ad un solo caso concreto che ben crediamo risponda al compito principale di qualsiasi ispezione ministeriale: verificare che le direttive emanate dagli organi centrali siano applicate in periferia.

Abbiamo chiesto lumi sul progetto RUR (Ripartizione Urbana Referenziata), che tante implicazioni pratiche ha comportato e comporta all’interno del Controllo del Territorio.

La risposta fornitaci è stata simile a quella che qualsiasi lettore di questo comunicato si porrà, dopo aver letto la denominazione del progetto.


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