I PARADOSSI DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE: spende soldi per rifare i pavimenti, ma di fatto obbliga i colleghi ad acquistarsi le scarpe di servizio per camminarci sopra

C O M U N I C A T O

Ultimamente la Questura ha avuto un restyling, impegno sicuramente meritorio, che ha portato alla tinteggiatura e pulitura di molte zone comuni, al rivestimento in mattoncini delle due colonnine all’entrata della Questura, alla ristrutturazione dell’ufficio e dell’alloggio di servizio del Questore ed al rifacimento del pavimento del piano nobile della Questura.

Non vogliamo entrare nel merito delle spese, ma sull’opportunità di farle e su come sono state  indirizzate le priorità ci sentiamo di fare alcune riflessioni.

La prima la facciamo nelle vesti di cittadini; in un momento come questo dove la situazione economica del Paese è sotto gli occhi di tutti e soprattutto sta toccando tutti, spendere i centellinati soldi pubblici a disposizione per rifare i pavimenti, ad esempio, non crediamo che possa essere una scelta condivisibile.

Come Sindacato, invece, cogliamo le contraddizioni di un sistema siffatto; mentre accade questo, molti colleghi delle Volanti si sono visti costretti a fare una colletta per acquistare le scarpe da usare in servizio. Costretti in quanto l’Amministrazione da tempo non fornisce più i cc.dd. anfibi, calzatura ideale per il tipo di servizio operativo delle volanti.

Per dirla con un paradosso, mentre si spendono soldi per fare  pavimenti, chi dovrebbe camminarci sopra si deve comprare le scarpe di ordinanza.

Pensare a qualcosa di più antitetico riesce veramente difficile.

Mancherebbe solamente, che pezzi dell’Amministrazione si fosse prestata a spendere i soldi dei colleghi per comprare le scarpe che non fornisce e che il Sindacato, che avrebbe dovuto controllare e pungolare l’Amministrazione, si fosse cullato nel molto più pacato mestiere di questuante, per trovarci davanti ad una vera assurdità.

Un “assurdo” davanti al quale due frasi, di personalità del passato, pongono un bivio:

“Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità”, o “Credo perché è assurdo”.

A ognuno la scelta di sposare una tesi rispetto all’altra.

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