Commemorazione della Strage di Capaci – Ancona Piazza Roma 23 maggio 2012

Intervento del Segretario Gen.le SIULP Ancona

L’anniversario della strage di Capaci è per noi un momento per ricordare tutte le vittime delle mafie e per rinnovare l’impegno delle forze dell’ordine a difesa della legalità, delle libertà dei cittadini e delle nostre istituzioni democratiche.

E’ il momento sacro della Memoria, del Ricordo, della Celebrazione che ogni cittadino, al di là del suo credo politico, della sua condizione sociale, deve fare suo non solo come momento celebrativo o di riflessione individuale, ma come momento di memoria collettiva per dare slancio ad una azione di contrasto che va sempre alimentata, perché le mafie non esistono solamente quando, purtroppo, si fanno vedere.

La criminalità organizzata è un cancro che anche nel silenzio si ramifica e si espande e basta vedere, per esempio che tra i comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, (dal 1991 al 2011 ben 201), non vi è più solamente un lungo elenco di comuni situati al sud ma iniziano a comparire comuni del ricco nord, Lombardia e Piemonte in testa.

Questo ci dice che la collocazione geografica non è più, se mai lo è stata, uno scudo che fa rilegare il problema altrove.

Le mafie sono purtroppo un problema dell’Italia di oggi e stanno sfruttando la crisi economica, che attanaglia le famiglie e le imprese, per radicarsi mettendo in circolo le ingenti risorse finanziarie che provengono dalle loro attività criminali.

Riteniamo strategico l’impegno quotidiano anche nella nostra provincia delle istituzioni, delle scuole, delle forze economiche e sociali e delle associazioni impegnate su questo tema, che vedono protagonisti tanti giovani e cittadini.

Sconfiggere le mafie e affermare la legalità è la condizione imprescindibile per difendere e sviluppare la democrazia e la libertà, per promuovere lo sviluppo economico e sociale del nostro paese».

Il Sindacato di Polizia fa sua anche questa battaglia e grazie a quello che qualcuno ha chiamato “il risveglio della società civile“ oggi la lotta alle mafie, che è anche lotta alla corruzione e all’ illegalità, non è più lasciata solamente agli addetti ai lavori, Forze di Polizia e Magistratura.

Concludo ricordando, in memoria di tutti i 123 uomini e donne delle Forze di Polizia uccisi per mano mafioso o terroristica i nomi dei tre colleghi che insieme a Falcone alla moglie Francesca Morvillo furono le vittime di quell’attentato: Vito Schifani anni 27, Rocco Dicillo anni 30, Antonio Montinaro anni 30.


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