F.A.Q. – Risposte alle domande più frequenti – Squadra Mobile

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Blocco della Reperibilità in tutta la Questura in attesa dell’assemblea con la Squadra Mobile; fronte unito di quasi tutte le sigle sindacali sul depotenziamento di tale Ufficio; prese di posizioni formali, ma cosa sta succedendo? Tutto perché è stato trasferito un collega o c’è dell’altro?
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Il trasferimento del collega è sintomatico di una situazione in evoluzione, che vede il lento, ma costante depotenziamento di tale ufficio. Un frenetico cambio di indirizzo di politica di contrasto alla criminalità, legato al susseguirsi di Questori e Dirigenti della Mobile, dove ognuno impone la propria visione particolare, molte volte senza alcun nesso di continuità con la precedente. In merito al trasferimento del collega va scisso il piano personale da quello generale. Il collega sarà tutelato a livello individuale; con lo stesso valuteremo gli strumenti giuridici più idonei da adottare. Sul piano generale, alla Mobile sta succedendo quello che quasi tutti gli operatori del settore sanno e dicono nei corridoi, sono cambiati gli obiettivi di indirizzo e l’organizzazione, conseguentemente, si modella su questo.
 
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Questori e dirigenti che si susseguono ognuno con proprie visioni, cambiamento della politica di contrasto alla criminalità e conseguente adeguamento della struttura organizzativa, si può essere più precisi?
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Per chi abbia vissuto, anche come spettatore le vicende della Squadra Mobile, sa che tale ufficio è stato, per parecchi anni, il campo di battaglia dove si sono confrontati, tanto per usare un eufemismo, diversi punti di vista. Ciò ha dato luogo a dispute ideologiche, non sempre giocate in punta di fioretto, dove i contendenti ne sono praticamente usciti tutti indenni. Mentre il terreno di scontro, Squadra Mobile e professionalità che vi operano, ne sono usciti con le ossa rotte.
 
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Adeguamento del modello organizzativo al cambiamento della politica di contrasto alla criminalità in pratica cosa significa?
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La questione è molto semplice se si volesse impostare la Squadra Mobile sul numero degli arresti senza o con una ridottissima  attività d’indagine, basterebbe privilegiare l’attività su strada di alcuni settori, eliminare del tutto o quasi le intercettazioni telefoniche, non sviluppare attività d’indagine su reati complessi che richiederebbero tempi lunghi, con  dispendio di risorse umane e con risultati incerti e il gioco è  fatto: si avrebbe  un risultato spendibile immediatamente, sia a livello interno che esterno.  Se questa è la Mobile che si vuole, possiamo affermare, in maniera provocatoria, che basterebbe metà del personale che ha ora, tutti indirizzati alla repressione di reati con arresto in flagranza, un minimo di attività info-investigativa su reati c.d. minori e avremmo statistiche positive, uguali a quelle di adesso, se non superiori. Crediamo però che l’attività di una Squadra Mobile Distrettuale debba essere bilanciata tra indagini di largo respiro e risultati immediati. Non tutta l’attività d’indagine si misura solamente sul numero degli arresti.
 
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Detta così, comunque, la situazione non sarebbe poi negativa…. e l’attuale gestione, se si volesse guardare solamente il bicchiere mezzo vuoto, non è certo peggiore di tante altre, anzi, statistiche alla mano nel 2011 il numero degli arresti è stato molto significativo. E poi, parlare di depotenziamento per aver trasferito una persona, sembra eccessivo.
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Il problema non sono mai le persone, ma sono le scelte che esse fanno. Ci sono molti modi di leggere le cose: per l’Amministrazione non sta succedendo nulla; per alcuni  questa è la migliore situazione possibile; per altri la situazione è grave, ma si adagiano su una situazione tutto sommato di comodo; per pochissimi, sia la situazione di oggi che quella di ieri va sempre bene visto che le loro rendite di posizione perdurano.
Per noi e per molti altri colleghi in servizio alla Mobile si stanno facendo scelte non condivisibili, che ci auguriamo di non pagare, in un prossimo futuro come poliziotti e come cittadini.
Per quanto riguarda il depotenziamento non abbiamo trovato altro termine per definire la diminuzione di risorse umane, per giunta qualificate. Poi se si vuole usare un criterio di analisi minimalista-nichilista, va bene tutto: va bene arrestare uno dei trenta latitanti più ricercati, vedere il Ministro vendersi l’operato in TV e non ricevere neanche una pacca sulle spalle; va bene aggregare personale della Mobile in Procura per sopperire alla mancanza di personale amministrativo del Tribunale, va bene trasferire personale qualificato con importanti professionalità maturate nel tempo e dire che non è successo niente, va bene anche avere da tempo una Mobile distrettuale in cui gli unici telefoni attivi sono  quelli del personale operante.
 
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Pagare come poliziotti potrebbe essere chiaro, ma come cittadini, cosa significa?
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Il trasferimento del collega, afferisce la sfera collettiva della problematica nel momento in cui si sottraggono risorse umane e professionali all’unico organismo della Polizia di Stato deputato ad analizzare, monitorare, indagare, contrastare la Criminalità Organizzata nelle Marche. Perché la Squadra Mobile/ SCO è questo.
Ogni addetto ai lavori o cittadino informato, che legge le relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia, le relazioni di apertura dei vari anni giudiziari e seguono la cronaca giudiziaria, sanno che la criminalità organizzata non conosce confini geografici e che le Marche non sono completamente immuni. Gli unici antidoti sono un tessuto sociale coeso ed un elevato livello di guardia degli organismi investigativi di analisi e contrasto.
Con gli scongiuri del caso, non vorremmo accorgerci tra un po’ di tempo, che la criminalità organizzata è riuscita a infiltrarsi e ramificarsi anche nel nostro tessuto economico-sociale.
Questa ci sembra che sia una riflessione seria e prioritaria che non può rimanere all’interno delle nostre mura, anche perché mentre i Questori e i Dirigenti passano, la Squadra Mobile, i colleghi che vi operano e gran parte di noi con le proprie famiglie rimaniamo e viviamo su questo territorio e le scelte errate di oggi le potremmo pagare domani.
 
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Quali saranno le prossime azioni del Sindacato?
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L’assemblea con il personale, fissata per venerdì 24 febbraio alle ore 12, sarà il punto d’inizio di una serie d’iniziative volte a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui possibili effetti di un depotenziamento del principale apparato investigativo delle Marche.

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